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Esiste una condizione nella quale la sensibilità al glutine non è ascrivibile né alla celiachia, né ad un’allergia vera e propria, questa condizione è definita “Sensibilità al glutine non celiaca”

Dal sito My personal trainer: “La sensibilità al glutine non celiaca è un disturbo di recente introduzione nel vocabolario medico, utilizzato per identificare tutti quei casi in cui un paziente manifesta sintomi caratteristici della malattia celiaca, e trae beneficio da una dieta priva di glutine, nonostante dagli accertamenti medici sia possibile escludere la presenza di celiachia o di allergia al grano.

Pertanto, un soggetto sensibile al glutine manifesta i sintomi tipici della celiachia pur non essendone affetto. La sensibilità al glutine non celiaca è nota anche come NCGS (dall’inglese Non-celiac gluten sensitivity).

L’articolo di My Personal Trainer indica con chiarezza le differenze tra celiachia, allergia al grano e sensibilità al glutine non celiaca.
DIAGNOSI

Attualmente non esistono test scientificamente riconosciuti a livello internazionale specifici per la diagnosi di NCGS.

Come per l’IBS, quindi, la diagnosi di sensibilità al glutine non celiaca è una diagnosi di esclusione, a cui si arriva dopo che i test per allergia al grano e celiachia hanno dato esito negativo. Ricordiamo, inoltre, che per poter parlare di NCGS occorre che i sintomi associati scompaiano in seguito all’adozione di una dieta aglutinata e che ricompaiano in seguito alla reintroduzione del glutine nella dieta. Sarebbe anche preferibile che tale reintroduzione avvenisse senza che il paziente ne sia a conoscenza, in modo da escludere un possibile effetto placebo.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/sensibilita-glutine.html

Trattamento

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/sensibilita-glutine.html

  • Adozione di una dieta priva di glutine per un determinato periodo.
  • Occorre rivalutare, con l’aiuto di un professionista, l’alimentazione nella sua interezza, dalle combinazioni alimentari ad eventuali intolleranze o ipersensibilità, dall’apporto di fibre a quello di zuccheri semplici, dal consumo di alimenti ricchi di additivi all’apporto di acqua.
  • Altrettanto importante è la valutazione di determinati elementi psicologici e comportamentali, come il livello di attività fisica, eventuali stressor a livello familiare o lavorativo e l’eventuale assunzione di farmaci, lassativi, alcool e droghe.

 

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